L’architettura – Gli affreschi e l’interno

 

L’architettura

L’abside a semi-cerchio, in laterizio rosso, presenta le tipiche finestre-feritoie realizzate secondo le regole costruttive dello stile dell’epoca: aperture lunghe e strette che si allargano nello spessore della muratura, verso l’interno.

L’ elegante campanile  si eleva nel fianco sinistro, ricostruito dopo essere stato raso al suolo nel 1253 dalle milizie milanesi.

 

 

Il campanile romanico

 

 

 

 

Il protiro

 

 

 

 

 

 

Monofora gotica (cenobio)

 

 

 

 

 

Gli affreschi

Sulla parete destra del presbiterio e su parte del muro absidale vi è un gruppo di tre affreschi. Sono di fattura popolare e portano la firma del loro autore: Joannes de Mediolano.

S.Antonio Abate. Il Battesimo di Gesù.                                                    La Madonna in trono.

Essi raffigurano, nell’ordine: Sant’Antonio Abate, riconoscibile dal maialino che gli sta ai piedi, il Battesimo di Gesù e la Madonna in trono, con ai lati Sant’Albino, Sant’Agostino e San Giacomo. Nella figura inginocchiata del dipinto gli studiosi hanno voluto vedere il ritratto del committente, del quale non è rimasto il nome, ma lo stemma del casato. La cornice che racchiude i dipinti porta impresso più volte tale stemma, simile a quello della famiglia Maletta. Sotto il trittico di Giovanni da Milano è visibile un affresco di autore ignoto, che raffigura San Lorenzo, attribuito al sec. XV.

 

 

 

 

San Lorenzo.

 

 

 

 

 

 

Sulla parete sinistra si trova un altro affresco, raffigurante una Madonna con Bambino e santi (scuola lombarda – sec. XVI).

Madonna con Bambino e Santi.      Allegoria della Trinità 

L’ altare

 

Il pregevole paliotto, restaurato nell’anno 2000 a cura del Lions Club Mortara-Silvabella, è in mosaico di scagliola. Datato 1773
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Quello che è stato fatto e quello che resta da fare

Nel 1996, anno di acquisizione dell’abbazia di S. Albino da parte del Comune di Mortara, il monumento religioso ed il fabbricato annesso versavano in un gravissimo stato di degrado e necessitavano di urgenti restauri. Decenni di incuria, utilizzo dei fabbricati ad uso agricolo, rifacimenti impropri, vandalismi, manomissioni e furti avevano trasformato l’Abbazia, considerata dagli abitanti di Mortara il simbolo della loro città e vincolata da decenni dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali, in poco più di un rudere. Dal 1994 l’Amministrazione Comunale si è adoperata per restituire al monumento la dignità che gli compete: la Chiesa riveste infatti grande importanza non soltanto storica, ma anche culturale e religiosa, avendo avuto nei secoli il ruolo di centro di ospitalità per i pellegrini sul percorso della Via Francigena. L’obiettivo che l’Amministrazione si era posto era quello di ridare a S. Albino la funzione di edificio consacrato aperto al culto dei fedeli e di centro di accoglienza dei pellegrini nell’anno giubilare 2000. Il restauro della Chiesa e il rifacimento dell’ex chiostro e dell’ex deposito delle derrate alimentari, che erano quasi completamente distrutti e che sono stati riedificati con funzione di sala capitolare e di alloggio foresteria, sono stati eseguiti sotto la direzione di tre Soprintendenze: ai Beni Ambientali ed Architettonici, ai Beni Storici e Artistici e ai Beni Archeologici. Molto resta ancora da fare, ma nel 2000 l’Abbazia ha potuto essere riaperta al culto ed ospitare i pellegrini diretti a Roma.